Crediti di carbonio
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Un credito di carbonio rappresenta 1 tonnellata di CO₂ (o equivalente) evitata, ridotta o rimossa dall’atmosfera grazie a un progetto ambientale (es. pratiche sostenibili in agricoltura, riforestazione, energie rinnovabili).
L’attività che prevede il sequestro nei terreni dei Crediti di carbonio, oltre ad aiutare le aziende a raggiungere obiettivi di neutralità climatica, finanziare progetti sostenibili nei Paesi in via di sviluppo e promuoverne la transizione verso un’economia a basse emissioni, consente un deciso miglioramento della redditività aziendale grazie alla possibilità di vendere tali titoli su mercati nazionali ed internazionali.
Infatti i crediti, se certificati e registrati in un registro ufficiale, possono essere venduti in ambito volontario e regolamentato:
- Crediti Volontari (Voluntary Carbon Market): acquistati da aziende o individui per compensare emissioni.
- Crediti Regolamentati (Compliance Market): acquistati principalmente dalle realtà produttive energivore legati a sistemi normativi (es. ETS).
La Generazione dei Crediti e l’Addizionalità
Per generare i Crediti risulta necessario pianificare ed adottare sui terreni “pratiche addizionali”.
Una pratica agricola addizionale per generare crediti di carbonio è un intervento che aumenta lo stoccaggio di carbonio nel suolo o riduce le emissioni rispetto alle pratiche agricole “normali” (baseline), e che non sarebbe stato adottato senza l’incentivo dei crediti.
Le condizioni per considerare “addizionale” una determinata pratica agricola sono:
- Non deve essere una pratica già adottata abitualmente.
- Non deve essere obbligatoria per legge.
- Deve generare un incremento misurabile di carbonio o una riduzione delle emissioni.
- Deve essere mantenuta per un periodo minimo (es. 5 anni per il settore agricolo).
Esempi di Pratiche Agricole Addizionali
- 1. Agricoltura conservativa (no-till / minimum tillage): Riduzione o eliminazione dell’aratura. Aumenta il carbonio organico nel suolo e riduce le emissioni da lavorazioni meccaniche.
- 2. Colture di copertura (cover crops): Semina di colture tra due cicli produttivi. Migliora la fertilità e cattura CO₂.
- 3. Agroforestazione: Integrazione di alberi nei campi agricoli per l’assorbimento di CO₂ nella biomassa e nel suolo.
- 4. Conversione a pratiche rigenerative: Rotazioni complesse, riduzione di input chimici e aumento della biodiversità del suolo.
- 5. Gestione efficiente dei fertilizzanti: Riduzione dei fertilizzanti azotati, uso di tecniche di precision farming e concimazione organica.
- 6. Viticoltura sostenibile: Riduzione dei volumi d’acqua tramite micro-irrigazione a goccia e inerbimento nell’interfila con specie migliorative (es. leguminose).
Certificazione dei Crediti di Carbonio
La certificazione è il processo che garantisce che i crediti siano:
- Reali: basati su riduzioni effettive.
- Misurabili.
- Verificati da terze parti.
- Tracciabili e non duplicati.
Come funziona il processo
- Sviluppo del progetto: Un’organizzazione realizza un progetto (es. adozione di pratiche sostenibili in agricoltura o tutela forestale).
- Validazione: Un ente di certificazione indipendente verifica che il progetto rispetti standard riconosciuti.
- Monitoraggio: Si raccolgono dati sulle emissioni evitate o assorbite.
- Verifica: Un auditor indipendente controlla i risultati ottenuti.
- Emissione dei crediti: I crediti vengono ufficialmente rilasciati sul mercato.
